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Partyture: festa roots raggae con Yardman & Cabeng band

Sabato 3 dicembre 2022, a partire dal pomeriggio e fino a notte inoltrata, sul Castello medioevale di Guardia Sanframondi, in provincia di Benevento, ci sarà la prima manifestazione multiculturale per l’inclusione sociale dei migranti sul territorio.

Partyture è un neologismo poliglotta creato per dare un nome all’evento ideato da Sara Gambuti, socia dell’Aps Nuovo Laboratorio teatrale di Guardia Sanframondi, con l’appoggio della Pro Loco, il patrocinio morale dell’Amministrazione Comunale e il coinvolgimento della Cooperativa sociale Lilliput, rivolto all’integrazione dei migranti che, tra una moltitudine di difficoltà sono riusciti ad arrivare nel nostro paese, alla ricerca di un’imprecisata vita migliore.

Il termine Partyture, coniato, non a caso, per avere un’interpretazione in varie lingue, include in sé una pluralità di significati e diverse letture.

In musica, la partitura è l’annotazione complessiva delle parti, vocali e strumentali, che si concertano in un pezzo, con tutti i suoni di cui si compone l’impasto sinfonico.

C’è un po’ di francesismo nella pronuncia ma è un gioco di parole anglofono che viene dalla crasi tra il termine party (festa) e ‘ture (diminutivo di future) e rivela la caratteristica ludico-ricreativa e la proiezione al futuro dell’evento.

La Y dallo spagnolo si traduce con la congiunzione E che indica l’unione tra le parti.

Questo è il gioco linguistico in cui è racchiuso il concept della manifestazione.

Il tema dell’immigrazione, per la sua attualità, è centrale; gli ultimi eventi socio-politici hanno segnato irrimediabilmente l’inclinazione italiana sulla “questione migranti” e, sempre più clamorosamente, si inneggia alla chiusura dei porti, a lasciare annegare o annaspare le persone in mare, a chiudere e filospinare  i confini nazionali o al rimpatrio coatto di coloro che, partendo da paesi in guerra, dove subiscono inenarrabili soprusi ed estrema povertà, arrivano qui superando fatiche sovrumane e ostruzionismi di ogni sorta lungo il percorso.

In Italia come in Europa, nelle sedi in cui si incontrano coloro che hanno il potere decisionale e attuativo, rispetto a questa tematica tanto vasta quanto cocente, non sembra che si discuta sul modo di trovare una soluzione umana ed efficace contro la tratta e tutta la criminalità che si cela dietro questi pericolosi “viaggi”, ma piuttosto sembra che si stiano muovendo nell’ambito del gioco-forza di potere, dove perderemo tutti, soprattutto in termini di vite umane.

Questo è lo specchio della dilagante disumanità che si sta diffondendo tra simili, in ogni aspetto del vivere sociale, anche a causa della narrazione xenofoba e degradante a cui siamo sottoposti quotidianamente.

Per questi motivi, l’Aps Nuovo Laboratorio teatrale ha ritenuto necessario sviluppare una programmazione associativa che rappresenti un manifesto del contro-pensiero, opponendo resistenza attiva, pacifica e creativa alle chiusure e creando ponti e aperture, attraverso l’arte e l’aggregazione, in tutte le declinazioni possibili. Partyture apre la stagione di una serie di incontri vòlti a disinnescare l’odio, la diffidenza, l’indifferenza e la violenza nei confronti delle minoranze, scardinando gli inutili preconcetti a riguardo.

L’umanità consiste nell’assimilazione del diverso e trova la sua massima espressione nel rispetto di quell’ineliminabile diversità che ci contraddistingue in quanto individui unici, con il potere di rendere il mondo bello perché vario, come nel detto popolare. Ed è proprio avvicinandosi all’altro diverso da sé che ci si riconcilia anche con sé stessi, e si allargano gli orizzonti, e si creano connessioni sinaptiche nuove, utili ad espandere l’apertura mentale e a renderci esseri umani evoluti.

L’intento di Partyture è quello di dedicare una giornata al dialogo sonico e al confronto aperto sui temi della convivenza tra culture diverse nello stesso territorio; per questo l’Aps Nuovo Laboratorio teatrale con il presidente Pasquale Di Cosmo in prima linea e i giovani soci Domenico Falato, Gabriele Foschini, Giovanni Di Santo, Luigi Morone e Silvio Capocefalo, hanno coinvolto la cooperativa Lilliput che in zona gestisce i centri di accoglienza ed è l’unica realtà che si occupa, attraverso i suoi operatori, dell’integrazione dei richiedenti asilo che si appoggiano temporaneamente alle loro strutture. Attualmente ospitano ragazzi pakistani che parlano il punjabi, l’urdu e l’inglese.

Le diverse lingue possono creare un ostacolo comunicativo ma la musica sorvola gli impedimenti linguistici e diventa il medium per l’intesa reciproca e la condivisione delle esperienze, come quel sostrato comune contenuto nei fenomeni sonori di tutte le epoche e di tutti i continenti.

Mohamed Karoma aka Yardman
Antonello Petrella
Vittorio Nicoletti Altimari
Marco Garofano
Mario Pompeo
Claudia Marino
Edith Fatima Maiga
Flavia D’Ambrosio

In Partyture, la musica sarà un’esperienza collettiva e connettiva grazie all’indispensabile partecipazione di Yardman & Cabeng band che non sono solo una band roots-reggae partenopea, ma un progetto più ampio composto da un collettivo di musicisti in cui, dal 2012, si muovono numerosi artisti e attivisti africani, ciascuno con la propria storia difficile alle spalle e la lotta all’integrazione sul suolo nazionale. Cabeng in lingua mandinga significa Insieme e rivela l’impegno del gruppo a favore della coesione tra i popoli attraverso la musica, proponendola come ambiente comunicativo in cui possono confluire liberamente le diverse influenze culturali. L’incontro artistico tra i membri del gruppo celebra l’umanità e la ricchezza delle differenze. La formazione è composta da Mohamed Karoma aka Yardman voce e tastiere, Antonello Petrella al sax, Vittorio Nicoletti Altimari voce e basso, Marco Garofano alla chitarra, Mario Pompeo alla batteria, Claudia Marino, Edith Fatima Maiga e Flavia D’Ambrosio voci e coro.

La musica roots-reggae permea il corpo e si manifesta con il movimento senza chiedere il consenso, perchè è un richiamo antico e universale. Una musica che ignora i pregiudizi, vede le differenze come ricchezza e il superamento delle difficoltà come avvicinamento a Jah.

In scaletta i brani tratti dall’ album “Sooner or later”, canzoni inedite che raccontano le storie autentiche della diaspora africana con la voce dei protagonisti. Run Away from Satan è un inno a tenere lontano le forze negative, in cui riecheggia la Babylon della cultura Rastafariana. Slave trade è invece la storia della tratta degli schiavi da Kunta Kinte ai moderni schiavi economici. Nel brano è presente un verso cantato da Benali, un componente della band scomparso in tragiche circostanze in un campo abusivo per la raccolta dei pomodori in Puglia. BackWhine è invece un pezzo gioioso dedicato alla danza e alla condivisione. Woman in my life è dedicato alle donne e all’ energia femminile.

Tante good vibes!

Partyture partirà nel pomeriggio, la programmazione è piena di momenti diversi in cui entrare in contatto empaticamente e intimamente con le storie e le vicissitudini di tutti i partecipanti. Il fil rouge sarà la musica come forma di libertà, attraverso cui esprimersi, con l’idea che ogni singolo corpo rappresenti uno strumento e che questo sia eco o riverbero di un individuo e che, creando consonanze, possa convergere armonicamente in una pluralità di corpi.

Dalle 16.00 alle 18.00, nel giardino del Castello, ci sarà il workshop Suoniamo Insieme! condotto dai componenti della Cabeng band a cui ci si potrà iscrivere, fino all’ultimo minuto, attraverso i canali social e il sito del Laboratorio; qui si esploreranno i sistemi ritmici e i movimenti più disparati, attraverso vari strumenti musicali come il theremin, l’autoharp, lo steel tongue o altre percussioni, per creare connessioni tra le peculiarità dei partecipanti e condividere esperienze, conoscenze e competenze, con lo scopo di realizzare una Jam Session per il concerto.

Dalle 19.30 alle 20.30 Aperitivo sonico per tutti i partecipanti al workshop

Dalle 21.00 alle 23.00 sul palco naturale del Castello, il Live della Cabeng band.

 In apertura del concerto ci sarà la Jam session pensata come tappeto musicale per i racconti delle storie dei migranti e il reading di poesie in urdu.

A seguire Yardman & Cabeng band proporranno un live che sarà un’immersione nelle sonorità roots reggae.

Dalle 23.00 a mezzanotte dj set con Niky Pacelli.

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